STUDIO BROGLIA: FISCO & SPONSORIZZAZIONI PDF Stampa E-mail
Martedì 28 Febbraio 2012 09:00

 

Martedì 28 febbraio 2012

 

L'Agenzia delle Entrate, nell'ambito delle procedure di contrasto all'evasione fiscale attuate dal governo Monti, ha iniziato un nuovo filone di indagini volto a  contestare i costi pubblicitari sostenuti dalle imprese in modo "antieconomico".

La sponsorizzazione, infatti, è sospettata di essere una fattispecie di evasione fiscale creata attraverso la fatturazione di costi "gonfiati", beneficiando del noto arbitraggio fiscale che consente alle associazioni sportive e/o ricreative di tassarne solo in minima parte gli introiti e di retrocedere parte dell'imponibile allo sponsor.

Non è la prima volta che le sponsorizzazioni vanno sotto la lente del Fisco, ma in passato ciò che veniva contestato non era l'antieconomicità dell'operazione, ma la sua insussistenza. L'Agenzia oggi sostiene che è poco credibile rinunciare a parte del profitto aziendale per sostenere delle spese talvolta anche incomprensibili rispetto all'attività esercitata, alla clientela dello sponsor, e anche in considerazione dei luoghi in cui viene eseguita, del numero di spettatori che assistono all'evento sportivo.

Le recenti indagini, che stanno interessando in particolare regioni quali le Marche, l'Emilia Romagna, la Toscana e l'Umbria, sono volte a contestare:

-l'entità del costo, in relazione ad altre forme pubblicitarie, alle fatture emesse dalla medesima associazione ad altre imprese, di importo inferiore, e alla mancata produzione di idonea documentazione da parte del soggetto sottoposto al controllo;

-la sproporzione del costo rispetto all'utile conseguito nello stesso periodo d'imposta.

L'ufficio, in particolare, ritiene indeducibile l'80% del costo calcolato sull'utile che sarebbe stato conseguito in assenza di tali spese.

La difesa del contribuente in sede contenziosa dovrà essere principalmente volta a confutare l'antieconomicità e illogicità delle spese pubblicitarie, attraverso:

-la produzione di idonea documenatzione (foto di eventi, cartelloni pubblicitari, magliette, ..);

-la dimostrazione che il contribuente, al momento in cui sosteneva la spesa, non era al corrente dell'utile che sarebbe stato conseguito al termine dell'esercizio;

-il confronto della spesa con i ricavi dell'esercizio e la dimostrazione della sua inerenza;

-la motivazione che la spesa per sponsorizzazione/pubblicità era ritenuta idonea a migliorare i risultati aziendali.

 

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