STUDIO BROGLIA: BENI IN GODIMENTO AI SOCI, I PRIMI CHIARIMENTI PDF Stampa E-mail
Giovedì 21 Giugno 2012 10:00

 

Giovedì 21 giugno 2012

 

 

 
L'Agenzia delle Entrate, attraverso due recenti circolari, ha fornito i primi chiarimenti in merito alla comunicazione riguardante i beni concessi in godimento ai soci/familiari, il cui termine di presentazione è stato prorogato al 15.10.2012.
 
Nell'ambito dei due interventi, l'Agenzia ha precisato che l'adempimento riguarda tutte le imprese individuali, le società di persone e di capitali, le cooperative, gli enti associativi relativamente ai soli beni relativi all'attività commerciale e tutti i soggetti che hanno una stabile organizzazione in Italia.
 
Le norme in oggetto si applicano non solo alle imprese concedenti, ma anche all'utilizzatore, che si vedrà tassato il corrispettivo dell'utilizzo come reddito diverso.
 
Tra i soggetti utilizzatori destinatari della norma è stato inserito l'imprenditore individuale, il quale dovrà corrispondere (a sé stesso) un corrispettivo almeno pari al valore normale del bene, se non vuole incorrere nella indeducibilità dei relativi costi. E' opportuno che su tale aspetto l'Agenzia fornisca ulteriori chiarimenti (si pensi, ad esempio, al caso dell'utilizzo dell'autovettura da parte di un agente di commercio).
 
Tra i soggetti esclusi dalla disciplina dei beni in godimento, oltre alle società semplici, si aggiungono i lavoratori autonomi sia in forma individuale che associata, mentre tra i beni oggetto della concessione rientrano tutti quelli inseriti nell'inventario, compresi i beni-merce e quelli strumentali, posseduti dal concedente attraverso diritto di proprietà o altro diritto reale, ovvero detenuti in locazione o comodato.
 
La disciplina in esame, inoltre, non trova applicazione nei casi in cui è già operativa una tassazione in termini di "fringe benefit" (anche nel caso in cui l'utilizzatore è socio-amministratore), o la tassazione ex art. 54 del TUIR riguardante i redditi da lavoro autonomo.
 
Per quanto riguarda l'indeducibilità dei costi in capo al concedente, la norma opera nei casi in cui il corrispettivo annuo pattuito per la concessione risulti inferiore al valore di mercato del diritto di godimento di detti beni.
 
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