CHIARIMENTI SUL RISCHIO "BAIL-IN" PDF Stampa E-mail
Sabato 08 Ottobre 2016 08:30

 

Il 1.01.2016 sono entrate in vigore anche in Italia nuove regole comuni a tutti gli stati dell'Unione Europea con lo scopo di prevenire e gestire le crisi delle banche.

Queste regole hanno, in particolare, l'obiettivo di limitare le probabilità che si verifichino delle gravi crisi bancarie e, nel caso si manifestino, attenuare gli effetti della crisi impedendo che si diffonda da un Paese all'altro.

Il "bail-in" è la procedura di salvataggio interno che in caso di crisi bancaria fa contribuire azionisti e investitori in possesso di strumenti finanziari alla risoluzione.

L'impresa con saldi di c/c superiori a € 100.000 potrebbe essere chiamata a concorrere al risanamento, anche se l'uso di fidi riduce questo rischio.

Gli imprenditori che sottoscrivono obbligazioni emesse dalle banche si potrebbero vedere ridurre o, nella peggiore delle ipotesi, azzerare l'investimento.

Le categorie di strumenti finanziari emessi dalla banca che sono interessati, in successione gerarchica, dal bail-in sono:

-azioni ed altri strumenti assimilati al capitale quali obbligazioni convertibili;

-titoli subordinati senza garanzia;

-crediti non garantiti (ad es. obbligazioni bancarie);

-depositi superiori ad € 100.000.

Per i depositi inferiori ad € 100.000 non vi sono conseguenze.

 

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Paolo Broglia
Dottore Commercialista - Revisore Legale
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