IL NUOVO REGIME DEL DEPOSITO IVA PDF Stampa E-mail
Mercoledì 15 Febbraio 2017 09:00

Il deposito Iva (art. 50bis DL 331/93) è un luogo fisico, situato all'interno del territorio italiano, nel quale la merce è introdotta, sosta ed esce e può beneficiare di alcune "agevolazioni" dal punto di vista dell'Iva.

L'obiettivo del deposito Iva è quello di differire il pagamento dell'Iva in quanto l'assolvimento della stessa non si ha nel momento in cui i beni sono introdotti nel deposito ma nel momento in cui vengono estratti.

Nel deposito Iva possono essere introdotti beni nazionali e comunitari. Di conseguenza, i beni extracomunitari potranno essere inseriti all'interno di un deposito Iva soltanto dopo essere stati immessi in libera pratica e pagato i dazi doganali.

Le operazioni che possono essere effettuate senza il pagamento dell'imposta sono gli acquisti intracomunitari, le immissioni in libera pratica di beni di origine extracomunitaria, le cessioni intracomunitarie, le cessioni effettuate nei confronti di cessionari extracomunitari non identificati ai fini Iva all'interno dell'Ue oppure di cessionari nazionali.

Se i beni sono destinati ad essere utilizzati o commercializzati in Italia, l'estrazione effettuata dal soggetto che li acquista comporta il versamento da parte dello stesso dell'Iva relativa all'operazione., tramite l'emissione di un'autofattura ai sensi dell'art. 17 dpr 633/72. Se invece i beni sono destinati ad essere inviati ad un altro Stato Ue, il cedente emetterà fattura senza applicazione dell'Iva per effetto degli articoli 41 e 50bis del DL 331/93. Infine, se i beni sono destinati ad un Paese extra-Ue, il cedente emetterà una fattura non imponibile ex art. 8 dpr 633/72.

L'utilizzo del deposito Iva nelle importazioni è un'ottima soluzione per gli operatori che non raggiungono lo status di "esportatore abituale" o che hanno esaurito il plafond e, pertanto, non possono utilizzare la dichiarazione d'intento in dogana. In tali circostanze tali operatori potranno introdurre i beni nei depositi Iva, dopo averli resi comunitari (rendendo apposita dichiarazione in dogana).

Con l'intervento dell'art 4 comma 7 DL 193/2016 dal 1° aprile 2017 il deposito Iva cambierà la sua sfera operativa a tutte le transazioni e chi estrae dovrà assolvere l'imposta con F24 senza diritto a compensazione. Le imprese che movimentano grandi volumi di merce in regime di deposito Iva si troveranno, quindi, da una parte costrette a versare l'Iva e dall'altra con crediti di ingenti somme d'imposta per i quali dovranno chiedere a rimborso l'eccedenza.

Si evidenzia, inoltre, che l'attuale DL 193/2016 non ha previsto la possibilità di recuperare velocemente tale credito o una corsia preferenziale, pertanto: se da una parte il nuovo impianto ha eliminato le limitazioni alla tipologia di merci che possono essere introdotte in un deposito Iva , dall'altra chi estrae assolve l'imposta senza diritto a compensazione.

In particolare, su questo ultimo punto, si evidenzia che se per gli acquisti comunitari con l'estrazione l'assolvimento ha solo rilevanza contabile, per le altre tipologie di operazioni essa comporta il versamento con F24 con divieto di compensazione ovvero con l'utilizzo del plafond.

In conclusione, la nuova norma rappresenta decisamente un aggravio nella gestione finanziaria delle aziende che utilizzano il regime del deposito Iva, che correranno il rischio di dover anticipare l'imposta e restare a credito allo stesso tempo.

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Paolo Broglia
Dottore Commercialista - Revisore Legale
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