DICHIARAZIONI D'INTENTO, NUOVI CHIARIMENTI PDF Stampa E-mail
Giovedì 23 Febbraio 2017 09:00

Come noto, a decorrere dagli acquisti effettuati dall’1.3.2017 gli esportatori abituali dovranno utilizzare il nuovo mod. DI, nel quale non è più possibile indicare il periodo di validità dello stesso.

Facendo seguito ai chiarimenti forniti a fine 2016, l’Agenzia delle Entrate, è ritornata sull’argomento fornendo ulteriori chiarimenti nell’ambito di uno specifico interpello.

In particolare, per gli esportatori abituali che utilizzano il plafond c.d. “fisso” non è prevista alcuna preclusione (blocco relativamente all’ammontare “attribuito” al singolo fornitore. Infatti, l’Agenzia accetterà le dichiarazioni d’intento “anche laddove l’ammontare complessivo superi il plafond” disponibile (quest’ultimo “si esaurisce in base agli acquisti effettivi”).

CASO1 - ESPORTATORE CHE UTILIZZA IL PLAFOND FISSO

L’Agenzia delle Entrate ribadendo quanto affermato nella citata Risoluzione n. 120/E ha evidenziato che nel caso in cui, nel corso dell’anno, l’esportatore abituale intenda acquistare senza IVA per un importo superiore all’ammontare indicato nella dichiarazione d’intento (preventivamente inviata) è necessario presentare un nuovo modello, indicando l’ammontare ulteriore fino a concorrenza del quale intende continuare ad effettuare acquisti senza IVA. L’Agenzia precisa che nel corso dell’anno è possibile presentare dichiarazioni d’intento ad ulteriori fornitori.

CASO2 - ESPORTATORE ABITUALE CHE UTILIZZA IL PLAFOND FISSO

Nel caso in cui l’esportatore abituale abbia rilasciato dichiarazioni d’intento a più fornitori per un importo complessivo superiore al plafond disponibile, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:

• le dichiarazioni trasmesse saranno accettate dal sistema ancorché l’ammontare complessivo sia superiore al plafond;

• non sono “previste conseguenze” a seguito della dichiarazione d’intento rilasciata con importi superiori al plafond disponibile, poiché lo stesso si esaurisce (viene utilizzato) in base agli acquisti effettivi e non sulla base di quanto dichiarato.

Con riguardo all’importo da indicare nel campo 2 “operazioni fino a concorrenza di euro”, nella citata Risoluzione n. 120/E (punto 4) l’Agenzia dopo aver precisato che l’importo da indicare in tale campo rappresenta l’ammontare fino a concorrenza del quale si intende effettuare acquisti senza IVA con utilizzo del plafond, evidenzia che “particolare attenzione deve essere riservata alla verifica dell’importo complessivamente fatturato senza Iva dal soggetto che riceve la dichiarazione, che non deve mai eccedere quanto indicato nella dichiarazione d’intento”.

Infine, l’Agenzia, ha confermato che nella Sezione “Operazioni che concorrono alla formazione del plafond”, della dichiarazione d’intento, se al momento dell’invio della stessa:

• la dichiarazione IVA annuale è stata già presentata è sufficiente barrare la relativa casella senza compilare i restanti campi;

• la dichiarazione IVA annuale non è stata ancora presentata, va indicata la tipologia delle operazioni che hanno concorso alla formazione del plafond barrando la relativa casella:

− esportazioni;

− cessioni intraUE;

− cessioni verso San Marino;

− operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione.

CASO3 - ESPORTATORE CHE UTILIZZA IL PLAFOND MOBILE

Anche nel caso di utilizzo del plafond c.d. “mobile”, l’Agenzia conferma la possibilità di emettere nuove dichiarazioni d’intento nel medesimo anno, sia nei confronti di fornitori già destinatari di precedenti dichiarazioni (qualora sia necessario superare la soglia indicata in precedenza), sia nei confronti di nuovi fornitori.

CASO4 - ESTRAZIONE DA DEPOSITI IVA

Come noto a decorrere dall’1.4.2017 sono state introdotte una serie di novità in materia di depositi IVA (Ns. Informativa del 15.2 u.s.). In particolare l’art. 50-bis, comma 6, DL n 331/93 dispone che è possibile effettuare l’estrazione di beni da depositi IVA senza applicazione dell’IVA da parte degli esportatori abituali. In tal caso è comunque necessario inviare all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione d’intento. Sul punto, l’Agenzia ha chiarito che non sono previste ulteriori modifiche della modulistica da utilizzare a decorrerE dall’1.3.2017, le quali “seguiranno le stesse modalità di compilazione già indicate per le altre operazioni soggette all’obbligo”.

 

Con riferimento ad un esportatore abituale, che a fine dicembre 2016 / inizio gennaio ha inviato una serie di dichiarazioni d’intento ai propri fornitori con l’indicazione del periodo di validità (ad esempio, 1.1.2017 – 31.12.2017), si ritiene possibile:

• senza attendere l’1.3.2017 e provvedere all’invio del “nuovo” mod. DI;

• inviare entro il 28.2.2017 una “nuova” dichiarazione d’intento utilizzando il “vecchio” mod. DI nella quale indicare (a campo 2) l’ammontare del plafond riferibile al singolo fornitore.

Chiaramente gli eventuali acquisti effettuati entro il 28.2.2017 (oltre a quelli dall’1.3.2017) saranno “imputati” e quindi riferiti al “nuovo” mod. DI.

 

Fonte dati: Seac

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Paolo Broglia
Dottore Commercialista - Revisore Legale
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