BANDO : LE POLITICHE DI CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E LAVORO PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Luglio 2011 05:39

 

 

Le politiche di conciliazione dei tempi di vita e lavoro

Bando 2011

Scadenza 28 ottobre 2011

 

Introduzione

Il 28 ottobre 2011 è fissata la seconda scadenza per la presentazione delle domande di finanziamento relative a progetti finalizzati alla realizzazione di azioni positive per la conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di cura della famiglia, presentati ai sensi dell’ articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53.

Le politiche per la conciliazione rappresentano un importante fattore di innovazione dei modelli sociali, economici e culturali e si ripropongono di fornire strumenti che, rendendo compatibili sfera lavorativa e sfera familiare, consentano a ciascun individuo di vivere al meglio i molteplici ruoli che gioca all'interno di società complesse.

In Italia la normativa cardine in materia è rappresentata dalla legge 8 marzo 2000, n. 53 che, oltre a introdurre i congedi parentali, favorendo un maggior coinvolgimento dei padri nella cura dei figli, ha focalizzato l'attenzione delle regioni e degli enti locali sull'importanza di riorganizzare i tempi delle città ed ha promosso, tramite l'art. 9, la sperimentazione di azioni positive per la conciliazione sul luogo di lavoro, sensibilizzando in tal senso aziende e parti sociali.

 

Chi sono i beneficiari?

1-       I dipendenti (art. 9, comma 1)

In base alla nuova disciplina, il 90% delle risorse annualmente disponibili è riservato al finanziamento di datori di lavoro privati, purché iscritti in un pubblico registro (es. registro delle imprese, albi professionali, ecc.

I destinatari degli interventi progettati possono essere i dipendenti con figli minori o con a carico un disabile, un anziano non autosufficiente o una persona affetta da documentata grave infermità.

 

2-      I lavoratori autonomi, liberi professionisti (art. 9, comma 3)

Il residuo 10% delle risorse, invece, è diretto al finanziamento di titolari di impresa, liberi professionisti e lavoratori autonomi che abbiano l'esigenza di farsi sostituire, in tutto o in parte, nell'esercizio della propria attività da un soggetto in possesso di adeguati requisiti professionali, autonomamente selezionato.

Questa misura si caratterizza, quindi, per la peculiarità di essere destinata ad un unico beneficiario, che è anche il soggetto proponente.

Può essere attivata esclusivamente per esigenze legate alla genitorialità, per un periodo massimo di 12 mesi (che può essere spalmato nell'arco di 2 anni e ripartito tra i due genitori, laddove entrambi siano lavoratori autonomi). 

 

Quali sono le azioni finanziabili?

Le azioni finanziabili devono comprendere una delle seguenti misure di conciliazione:

a.      nuovi sistemi di flessibilità degli orari e dell'organizzazione del lavoro, quali part-time reversibile, telelavoro, orario concentrato, orario flessibile in entrata o in uscita, flessibilità su turni, banca delle ore, ecc. (lettera A);

b.     programmi e azioni per il reinserimento di lavoratori/lavoratrici che rientrano da periodi di congedo di almeno 60 giorni (lettera B);

c.      servizi innovativi ritagliati sulle esigenze specifiche dei lavoratori e delle lavoratrici (lettera C). Quest'ultima tipologia di azione è attivabile anche da parte di una pluralità di datori di lavoro consorziati, con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo di reti territoriali che per un verso consentono di allargare il bacino d'utenza del servizio, abbattendone i costi, e per un altro verso permettono l'integrazione con altre politiche, aventi ricadute sui tempi di vita, realizzate a livello locale.

L’azione verrà finanziata a condizione che soddisfi contemporaneamente tre requisiti sostanziali: essa deve essere innovativa, concreta ed efficace.

Quali vantaggi per le aziende/datori di lavoro?

1.      L'assunzione di lavoratori a tempo determinato in sostituzione di lavoratori in astensione obbligatoria o facoltativa dal lavoro ai sensi della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, può avvenire anche con anticipo fino ad un mese rispetto al periodo di inizio dell'astensione, salvo periodi superiori previsti dalla contrattazione collettiva.

 

2.      Nelle aziende con meno di venti dipendenti, per i contributi a carico del datore di lavoro che assume lavoratori con contratto a tempo determinato in sostituzione di lavoratori in astensione, è concesso uno sgravio contributivo del 50%. Tale disposizioni trovano applicazione fino al compimento di un anno di età del figlio della lavoratrice o del lavoratore in astensione e per un anno dall'accoglienza del minore adottato o in affidamento.

 

3.      Nelle aziende in cui operano lavoratrici autonome di cui alla legge 29 dicembre 1987, n. 546, è possibile procedere, in caso di maternità delle suddette lavoratrici, e comunque entro il primo anno di età del bambino o nel primo anno di accoglienza del minore adottato o in affidamento, all'assunzione di un lavoratore a tempo determinato, per un periodo massimo di dodici mesi, con le medesime agevolazioni di cui sopra.

 

4.      Lattivazione di servizi a tutela dei dipendenti rientranti nelle tipologie previste come asili aziendali, tata aziendale, badante aziendale, convenzioni con strutture preposte ecc.

 

Come presentare domanda?

La domanda di finanziamento deve essere compilata ed inviata per via telematica al Dipartimento per le politiche della famiglia. Dopo aver effettuato l’invio telematico, il proponente dovra stamapre la domanda di partecipazione ed il piano finanziario, sottoscriverli e spedirli tramite raccomandata con l’avviso di ritorno.

18-07-2011

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BROGLIA
STUDIO COMMERCIALE LEGALE
TRIBUTARIO E DEL LAVORO
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Silvio Broglia
Consulente del Lavoro
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