LAVORI USURANTI : COMUNICAZIONE LAVORO NOTTURNO PDF Stampa E-mail
Martedì 29 Maggio 2012 05:39

  

A ridosso del termine del 31 maggio 2012, entro il quale i datori di lavoro interessati devono effettuare la comunicazione relativa all’impiego di lavoratori notturni ai sensi del D.Lgs n. 67/2011 (cd. lavori usuranti), il Ministero del Lavoro con la Nota prot. n. 9630 del 23 maggio 2012, fornisce i primi chiarimenti circa la comunicazione stessa.

                            

Le indicazioni fornite dal Ministero del Lavoro con la Nota prot. n. 9630/2012 riguardano, in particolare, il concetto di lavoro effettivo e le modalità con cui considerare i lavoratori assunti o cessati in corso d’anno, nonché i lavoratori con contratto part time verticale.

 

In primo luogo, il Ministero chiarisce che la comunicazione in oggetto:

• riguarda il lavoro notturno svolto in modo continuativo o compreso in regolari turni periodici;

• è basata sulla verifica dell’effettivo svolgimento del lavoro stesso;

• secondo le modalità previste dall’articolo 1, comma 1, lett. b) del D.Lgs n. 67/2011 (definizioni di lavoratori notturni).

Si ricorda che il D.Lgs n. 67/2011 dispone due precise definizioni di lavoratori notturno, valide ai soli fini della disciplina dell’accesso anticipato al trattamento pensionistico per lo svolgimento di lavori usuranti e da non confondere con la normale accezione prevista dal D.Lgs n. 66/2003 o dalle norme contrattuali.

Nel particolare, l’articolo 1, comma 1, lett. b) del D.Lgs n. 67/2011 prevede le seguenti “categorie” di lavoratori notturni:

• i lavoratori notturni a turni, intendendo quelli “il cui orario di lavoro sia inserito nel quadro del lavoro a turni”, che prestano la loro attività per almeno 6 ore, comprendenti il periodo di tempo che va dalla mezzanotte alle cinque del mattino, per un periodo minimo di giorni lavorativi all’anno

− non inferiore a 64, per coloro che maturano i requisiti per l’accesso anticipato dal 1° luglio 2009;

 

In merito, il Ministero precisa che se il datore di lavoro ha occupato :

  •  il lavoratore notturno a turni per l’intero anno (01/01 – 31/12) e
  • in via esclusiva,

la comunicazione va effettuata solamente qualora il lavoratore abbia effettivamente prestato almeno 64 giornate di lavoro notturno;

  • altri lavoratori notturni, intendendo i lavoratori che prestano la loro attività per almeno tre ore nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per periodi di lavoro di durata pari all’intero anno lavorativo.

Con riferimento a detta “categoria” di lavoratori notturni, invece, il Ministero chiarisce che la comunicazione deve essere effettuata: “solo per il lavoro notturno esclusivamente svolto per almeno 3 ore giornaliere nell’arco dell’intero anno, con esclusione, pertanto, di lavoro svolto per periodi inferiori”.

Con riferimento all’effettività della prestazione lavorativa, il Ministero precisa che la comunicazione dovrà essere effettuata:

• a prescindere dal relativo trattamento economico e contrattuale, ribadendo, quindi, la differente accezione di lavoro notturno ai fini dei lavori usuranti rispetto a quella prevista contrattualmente;

• a prescindere dallo scomputo dei periodi totalmente coperti da contribuzione figurativa, confermando la necessità di computare solamente il lavoro effettivamente prestato dal lavoratore, come peraltro già previsto dal comma 3 dell’articolo 1 del D.Lgs n. 67/2011.

 

In merito all’eventualità che un lavoratore notturno sia stato assunto o cessato in corso d’anno, nonché in caso di un rapporto con contratto di lavoro part – time verticale, il Ministero precisa che:

• sia nel caso di “lavoratori notturni a turni”, che di “altri lavoratori notturni”,

• se il datore di lavoro non può conoscere le effettive giornate di lavoro notturno prestate nell’arco dell’intero anno,

• deve comunicare tutte le giornate di lavoro notturno svolto dal lavoratore, indipendentemente dal rispetto, o meno, dei requisiti minimi necessari (minimo di 64 giorni lavorativi per i lavoratori notturni a turni ovvero l’intero anno lavorativo per gli “altri lavoratori notturni”).

In tal caso, infatti, precisa il Welfare,“è sempre possibile che i requisiti di cui all’art. 1 del D.Lgs. n. 67/2011 possano essere maturati attraverso più rapporti di lavoro nel corso dell’anno con differenti datori di lavoro”.

 

29-05-2012
           

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