RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO : DIMISSIONI, DAL 18 LUGLIO OBBLIGO DI CONVALIDA PDF Stampa E-mail
Martedì 17 Luglio 2012 05:39

 

 

La Riforma del lavoro, al fine di contrastare il fenomeno delle “dimissioni in bianco”, dal 18 luglio 2012, introduce l’obbligo di convalida delle dimissioni e della risoluzione consensuale per la generalità dei rapporti di lavoro.

 

CONVALIDA OBBLIGATORIA PRESSO LA DTL O TRAMITE SOTTOSCRIZIONE

 

Più precisamente, viene stabilito che dal 18 luglio 2012 l’efficacia:

• delle dimissioni della lavoratrice o del lavoratore e

• della risoluzione consensuale del rapporto

è sospensivamente condizionata, per tutti i lavoratori (indipendentemente dal fatto che siano anche genitori),

• alla convalida effettuata presso

1. la Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) o il Centro per l’impiego territorialmente        competenti, ovvero

2. le sedi individuate dai CCNL stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;

• alla sottoscrizione (in alternativa alla suddetta convalida presso i servizi ispettivi) di un’apposita dichiarazione della lavoratrice o del lavoratore apposta in calce alla ricevuta di trasmissione telematica della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro da inviare al Centro per l’impiego entro i 5 giorni successivi alla stessa.

 

A tale riguardo si attendono a breve dei chiarimenti operativi da parte del Ministero del Lavoro.

 

Lo stesso Ministero, inoltre, con apposito decreto di natura non regolamentare, potrà individuare ulteriori modalità semplificate per accertare la veridicità della data delle dimissioni o della risoluzione consensuale nonché l’autenticità della manifestazione di volontà della lavoratrice o del lavoratore.

 

ASSENZA ALLA CONVALIDA

 

Qualora la lavoratrice o il lavoratore non procedono alla suddetta convalida o alla sottoscrizione della comunicazione di cessazione, il datore di lavoro deve :

 

  • inviare una comunicazione scritta al domicilio della lavoratrice o del lavoratore indicato nel contratto di lavoro (o ad altro domicilio formalmente comunicato dal dipendente), oppure
  • consegnare la comunicazione scritta alla lavoratrice o al lavoratore che ne sottoscrivono una copia per ricevuta, 

contenente l’invito a presentarsi presso i servizi ispettivi (DTL/Centro per l’impiego/sedi individuate dai CCNL) o ad apporre la sottoscrizione in calce alla comunicazione di cessazione.

 

LA RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO / REVOCA DIMISSIONI

 

Il rapporto di lavoro si intende risolto, per il verificarsi della condizione sospensiva, se:

  • entro 7 giorni dalla ricezione, il lavoratore o la lavoratrice non aderiscono all’invito del datore di lavoro;
  • la lavoratrice o il lavoratore non effettuano, nei predetti 7 giorni (che possono sovrapporsi con il periodo di preavviso) la revoca delle dimissioni o della risoluzione consensuale.

In tal caso, per effetto della revoca (che può essere comunicata in forma scritta), il contratto di lavoro si ripristina normalmente dal giorno successivo alla sua comunicazione.

Per il periodo intercorso tra il recesso e la revoca, qualora la prestazione lavorativa non sia stata svolta, il lavoratore non matura alcun diritto retributivo.

La norma precisa, infine, che:

“... alla revoca del recesso conseguono la cessazione di ogni effetto delle eventuali pattuizioni a esso connesse e l’obbligo in capo al lavoratore di restituire tutto quanto eventualmente percepito in forza di esse.”

Se il datore di lavoro, entro 30 giorni dalla data delle dimissioni o della risoluzione consensuale, non trasmette alla lavoratrice o al lavoratore l’invito ad apporre la convalida o a firmare l’apposita dichiarazione, le dimissioni si considerano prive di effetto.

 

COMUNICAZIONE AL CENTRO PER L’IMPIEGO

 

Per effetto delle operazioni di convalida il termine di comunicazione di 5 giorni al Centro per l’Impiego, si ritiene debba decorrere dalla data di convalida delle dimissioni, atteso che queste nelle more di svolgimento della nuova procedura, sono sospese a tutti gli effetti.

 

LA SANZIONE PER LE “DIMISSIONI IN BIANCO”

 

Viene infine stabilito che il datore di lavoro che abusi del foglio firmato in bianco dal lavoratore o dalla lavoratrice al fine di simularne le dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto, è punito con la sanzione amministrativa da euro 5.000 ad euro 30.000.

L’accertamento e l’irrogazione della sanzione sono di competenza delle Direzioni Territoriali del Lavoro.

 

INVARIANZE

 

La riforma, nulla modifica in merito alla nullità delle cosiddette clausole di “nubilato”, consistenti nel divieto di licenziamento a causa di matrimonio, che si estende dalla data di richiesta delle “pubblicazioni” ad un anno dopo la sua celebrazione.

Resta, altresì, immodificato quanto stabilito dall’articolo 55, commi 1, 2 e 3 del Testo Unico sulla tutela della maternità e paternità (divieto di licenziamento/indennità). 

       

 
17-07-2012    
    
   

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