APPRENDISTATO : OBBLIGO FORMATIVO (esempio) PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Luglio 2013 09:39

 

Il Ministero del Lavoro, nella Circolare n. 5 del 21 gennaio 2013, fornisce chiarimenti al proprio personale ispettivo in merito agli aspetti sanzionatori previsti in materia di apprendistato dall’articolo 7, commi 1 e 2, D.Lgs n. 167/2011.

Al riguardo il Mistero ricorda che l’attività di vigilanza deve necessariamente diversificarsi in base alla tipologia di apprendistato (per la qualifica e il diploma professionale, professionalizzante o contratto di mestiere, di alta formazione e ricerca), anche alla luce dell’articolo 117 della Costituzione che prevede “… un riparto di competenze fra Stato e Regioni sensibilmente diverso quanto a profili formativi, il che determina una specifica responsabilità in ordine alla attivazione della stessa formazione.”

Gli aspetti sanzionatori più pesanti in materia di apprendistato riguardano le inadempienze nell’erogazione della formazione, infatti

  • laddove il datore di lavoro sia esclusivo responsabile e
  • l’inadempimento sia tale da impedire la realizzazione delle finalità contrattuali o il conseguimento del titolo di studio,

l’articolo 7, comma 1, D.Lgs n. 167/2011 prevede (come già avveniva ai sensi dell’articolo 53, D.Lgs n. 276/2003) una sanzione è pari alla “… differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta, con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100 per cento, con esclusione di qualsiasi altra sanzione per omessa contribuzione”.

I predetti profili sanzionatori si realizzano in presenza del duplice requisito della esclusiva responsabilità del datore di lavoro e della gravità della violazione, tale da impedire il raggiungimento dell’obiettivo formativo.

 

Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere

In relazione al contratto di apprendistato professionalizzante le responsabilità legate al corretto adempimento degli obblighi formativi vanno inquadrate diversamente a seconda che si tratti di formazione trasversale o di formazione di tipo professionalizzante o di mestiere.

Per quanto concerne la formazione trasversale, poiché quest’ultima è disciplinata e gestita dalle Regioni, è possibile precisare che:

- laddove la Regione decida di rendere facoltativa tale formazione, in assenza della configurabilità di un vero e proprio obbligo, in caso di mancata formazione non è possibile l’adozione di un provvedimento di carattere sanzionatorio e quindi della disposizione;

- laddove il contratto collettivo di riferimento scelga di rimettere al datore di lavoro l’obbligo di erogare anche la formazione trasversale, nelle more dell’intervento della Regione, non potrà non ravvisarsi un corrispondente “ampliamento” delle responsabilità datoriali e pertanto dei connessi poteri sanzionatori in capo al personale ispettivo.

Quanto alla formazione di tipo professionalizzante o di mestiere è sufficiente ribadire quanto già chiarito con circ. n. 29/2011, secondo cui la responsabilità del datore di lavoro si potrà configurare nell’ipotesi in cui lo stesso non effettui la formazione interna in termini di “quantità”, contenuti e modalità previsti dal contratto collettivo e declinati nel piano formativo individuale.

 

Obblighi formativi e sanzioni

 

Nei casi in cui dell’inadempimento formativo sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro, l’articolo 7, comma 1, D.Lgs n. 167/2011 prevede che l’inadempimento, qualora recuperabile, debba essere oggetto di disposizione, ai sensi dell’articolo 7, comma 1, D.Lgs n. 167/2011).

Ovviamente perché ciò sia possibile è necessario che vi sia un ragionevole arco di tempo che consenta il recupero del debito formativo. Pertanto:

  • in assenza di un periodo congruo il personale ispettivo applica la sanzione di cui all’articolo 7, comma 1 (esclusivamente nel caso in cui non sia possibile recuperare il debito formativo);
  • in presenza di un periodo congruo il personale ispettivo applica la disposizione.

 

L’accertamento delle violazioni in argomento sono di esclusiva competenza del personale ispettivo del Ministero del Lavoro.

Infatti, l’utilizzo della disposizione al fine di ripristinare il corretto svolgimento del rapporto è un potere assegnato ai soli ispettori del lavoro (articolo 10, D.P.R. n. 520/1955 e articolo 14, D.Lgs n. 124/2004). Diversamente è prevista esplicitamente una competenza anche del personale ispettivo degli Istituti con riferimento alle violazioni amministrative di cui all’articolo 7, comma 2, del D.Lgs. n. 167/2011.

 

Mancata formazione dell’apprendista

 

Per quanto riguarda l’individuazione delle sanzioni legate alla mancata formazione il Ministero chiarisce che per formazione si intende la c.d. formazione formale.

In particolare la definizione di “apprendimento formale” è contenuta nell’articolo 4, comma 52, della L. n. 92/2012 e nel Decreto interministeriale 26 settembre 2012 di recepimento dell’accordo del 19 aprile 2012 sancito in sede di Conferenza permanente fra Stato, Regioni e P.A. di Trento e Bolzano . Il Decreto 16 settembre 2012 riporta la seguente definizione di apprendimento formale: “apprendimento erogato in un contesto organizzativo e strutturato appositamente progettato come tale, in termini di obiettivi di apprendimento e tempi o risorse per l’apprendimento. L’apprendimento formale èi ntenzionale dal punto di vista del discente. Di norma si conclude in una convalida e in una certificazione”.

Al fine di verificare la correttezza degli adempimenti in materia di formazione dell’apprendista il personale ispettivo è tenuto a verificare la quantità, i contenuti e le modalità della formazione formale così come disciplinata dalla contrattazione collettiva e inserita nel piano formativo individuale. In particolare la verifica consiste nel:

  • controllo della documentazione che certifica la formazione svolta,
  • l’acquisizione delle dichiarazioni dell’apprendista e di altri soggetti in grado di confermare l’effettività di tale formazione.

 

Per quanto attiene all’emanazione della disposizione la stessa è condizionata dalla possibilità di recuperare il debito formativo, al riguardo il Ministero osserva che ciò appare proporzionalmente più difficile in relazione all’approssimarsi della scadenza del periodo formativo inizialmente individuato.”

In merito alle ipotesi in cui è possibile o meno emanare il provvedimento di disposizione il Ministero fornisce due tabelle, chiarendo che nei casi di più complessa valutazione (se applicare direttamente la sanzione o meno), diventa opportuno procedere, in ogni caso, all’emanazione della disposizione, al fine di consentire una possibilità di recupero del debito formativo, infatti, in assenza di tale recupero, sarà comunque applicabile:

  • la sanzione di cui all’art. 7, comma 1, del D.Lgs n. 167/2011, nonché
  • la sanzione amministrativa di cui all’art. 11 del D.P.R. n. 520/1955, che prevede, in caso di inottemperanza alla disposizione, la sanzione amministrativa, da euro 103,00 a euro 516,00.

 

In ogni caso la disposizione potrà/non potrà essere emanata nelle ipotesi che seguono:

 

Durata del periodo formativo pari a 3 anni

Accertamento durante il primo

anno di apprendistato

Accertamento durante il

secondo anno di apprendistato

Accertamento durante il terzo

anno di apprendistato

La disposizione va sempre

emanata

La disposizione non è emanata in

caso di formazione formale

effettuata meno del 40% di quella

prevista sommando le ore

richieste nel PFI nel primo anno +

la “quota parte” delle ore previste

nel secondo anno

La disposizione non è emanata in

caso di formazione formale

effettuata meno del 60% di quella

prevista sommando le ore

richieste nel PFI nel primo e nel

secondo anno + la “quota parte”

delle ore previste nel terzo anno

 

ESEMPIO : Apprendistato professionalizzante con un periodo formativo pari a 3 anni e un monte ore di formazione formale tecnico-professionale e specialistica di 80+80+80 (totale 240 ore).

  • Accertamento durante la metà del 2° anno in cui l'apprendista avrebbe dovuto effettuare 80 ore (1° anno) + 40 ore (per la "quota parte" del secondo anno), per un totale di ore 120. La formazione effettuata è pari a 36 ore e cioè al 30% del totale della formazione dovuta. LA DISPOSIZIONE NON PUO' ESSERE EMANATA E SI PROCEDE SUBITO CON LA SANZIONE PREVISTA DALL'ART. 7 C. 1 DEL D.LGS. 167/2011.
  • Accertamento nel corso della metà del 3° anno, in un momento in cui l'apprendista avrebbe dovuto effettuare 80 ore (1° anno), 80 ore (2° anno) e 40 ore (quota parte 3° anno), per un totale di 200 ore. La formazione effettuata è pari a 160 ore e cioè all'80% del dovuto. LA DISPOSIZIONE DEVE ESSERE EMANATA AI FINI DEL RECUPERO DEL DEBITO FORMATIVO.

 

Durata del periodo formativo pari a 5 anni

Accertamento

durante il primo

anno di

apprendistato

Accertamento

durante il secondo

anno di

apprendistato

Accertamento

durante il terzo

anno di

apprendistato

Accertamento

durante il quarto

anno di

apprendistato

Accertamento

durante il quinto

anno di

apprendistato

La disposizione va

sempre emanata

La disposizione

non è emanata in

caso di formazione

formale effettuata

meno del 40% di

quella prevista

sommando le ore

richieste nel PFI

nel primo anno + la

“quota parte” delle

ore previste nel

secondo anno

La disposizione

non è emanata in

caso di formazione

formale effettuata

meno del 50% di

quella prevista

sommando le ore

richieste nel PFI

nel primo e nel

secondo anno + la

“quota parte” delle

ore previste nel

terzo anno

La disposizione

non è emanata in

caso di formazione

formale effettuata

meno del 60% di

quella prevista

sommando le ore

richieste nel PFI

nel primo, nel

secondo e nel terzo

anno + la “quota

parte” delle ore

previste nel quarto

anno

La disposizione

non è emanata in

caso di formazione

formale effettuata

meno del 70% di

quella prevista

sommando le ore

richieste nel PFI

nel primo, nel

secondo, nel terzo e

nel quarto anno +

la “quota parte”

delle ore previste

nel quinto anno

 

 

Sanzioni amministrative

In caso di applicazione della sanzione di cui all’art. 7, comma 1, del D.Lgs. n. 167/2011 il personale ispettivo, oltre ad effettuare le relative comunicazioni all’Istituto, adotterà le consuete sanzioni amministrative legate al “disconoscimento” del rapporto di apprendistato ed alla sua riconduzione a quella che costituisce “la forma comune di rapporto di lavoro”.

Va infatti precisato che, sebbene l’apprendistato rappresenti già un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, il suo “disconoscimento” determina importanti conseguenze quantomeno sotto il profilo del computo del lavoratore nell’ambito dell’organico aziendale.

Pertanto, la violazione degli adempimenti amministrativi (quantomeno di quello relativo alla

comunicazione al Centro per l’impiego e della consegna di una sua copia al lavoratore) non può non rilevare sotto il profilo sanzionatorio.