SICUREZZA SUL LAVORO : ULTIMI INTERPELLI PDF Stampa E-mail
Lunedì 11 Novembre 2013 09:39

 

 

 

FONTI : Interpello sicurezza sul lavoro n. 8 del 24 ottobre 2013

Interpello sicurezza sul lavoro n. 9 del 24 ottobre 2013

Interpello sicurezza sul lavoro n. 11 del 24 ottobre 2013

Interpello sicurezza sul lavoro n. 13 del 24 ottobre 2013

Interpello sicurezza sul lavoro n. 14 del 24 ottobre 2013

Interpello sicurezza sul lavoro n. 15 del 24 ottobre 2013

 

 

VISITA MEDICA PREVENTIVA - La Commissione per gli interpelli sulla sicurezza del lavoro, nell’Interpello n. 8 del 24 ottobre 2013, fornisce chiarimenti in merito alla disciplina della visita medica preventiva (articolo 12 del D.Lgs n. 81/2008) in caso di riassunzione del lavoratore dopo breve periodo di cessazione del rapporto di lavoro.

Al riguardo la Commissione ritiene che il datore di lavoro non è tenuto ad effettuare una nuova visita preventiva, nel caso in cui il lavoratore sia impiegato in mansioni che lo espongono allo stesso rischio nel corso del periodo di validità della visita preventiva (o della visita periodica) e comunque per un periodo non superiore ad un anno.

 

SICUREZZA SUL LAVORO PER LE IMPRESE FAMILIARI - Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, rispondendo all’Interpello n. 9 del 24 ottobre 2013, ha chiarito che in materia di applicazione della disciplina in tema di sicurezza sul lavoro di cui al D.Lgs n. 81/2008, la stessa deve considerarsi applicabile anche alle imprese familiari.

Nello specifico, fermo restando la specifica previsione di cui all’art. 230 bis del codice civile, che disciplina le regole di costituzione dell’impresa familiare, alle stesse dovrà essere applicato il disposto di cui all’art. 21 del D. Lgs n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni.

 

FORMAZIONE DEI LAVORATORI - La Commissione per gli interpelli sulla sicurezza del lavoro, nell’Interpello n. 11 del 24 ottobre 013, fornisce chiarimenti sulle modalità di svolgimento della formazione, in particolare per quanto riguarda durata e contenuti, dei lavoratori ai sensi dell’articolo 37, comma 2 del D.Lgs n. 81/2008. Al riguardo la Commissione ritiene che la formazione – che deve essere “sufficiente ed adeguata” – vada riferita all’effettiva mansione svolta dal lavoratore, considerata in sede di valutazione dei rischi e che pertanto la durata del corso possa prescindere dal codice ATECO di appartenenza dell’azienda.

 

LAVORATORI A DOMICILIO - La Commissione per gli interpelli sulla sicurezza sul lavoro, nell’Interpello n. 13 del 24 ottobre 2013, in merito ai lavoratori a domicilio chiarisce che il datore di lavoro:

• è tenuto a fornire un’adeguata informazione e formazione nel rispetto di quanto previsto dall’Accordo Stato‐Regioni del 21 dicembre 2011;

non è tenuto a fornire la formazione specifica per il primo soccorso e antincendio.

Inoltre, si chiarisce che il domicilio non è considerato luogo di lavoro ai sensi dell’articolo 62, D.Lgs n. 81/2008.

 

PROCEDURE STANDARDIZZATE - Con l’Interpello n. 14 del 24 ottobre 2013 il Ministero del

lavoro interviene in merito alla possibilità dell’utilizzo di procedure standardizzate per la valutazione dei rischi per aziende fino a 50 dipendenti con:

• rischio chimico “basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori”, nonché

• rischio biologico che “non evidenzi rischi per la salute dei lavoratori”.

In merito il Ministero afferma che, per le aziende fino a 50 dipendenti, in entrambi i casi di rischio basso sopra riportati, possono essere utilizzate procedure standardizzate per la valutazione dei rischi.

 

SIGARETTE ELETTRONICHE - La Commissione per gli interpelli sulla sicurezza sul lavoro, nell’Interpello n. 15 del 24 ottobre 2013, in merito all’applicabilità della normativa sul divieto di fumo anche alle c.d. "sigarette elettroniche” chiarisce che:

• in mancanza di una specifica previsione normativa, non è applicabile alle sigarette elettroniche il divieto di fumo previsto dall'articolo 51 della Legge n 3/2003 a tutela della salute dei non fumatori;

• il datore di lavoro può, nell'ambito della propria organizzazione, vietarne l'uso in azienda.

In assenza di divieto, l’uso è consentito solo previa valutazione dei rischi che dovrà tener conto delle sostanze che possono essere inalate a seguito del processo di vaporizzazione.