OBBLIGATORIO IL CERTIFICATO PENALE DEL CASELLARIO GIUDIZIALE PER I LAVORI A CONTATTO CON I MINORI PDF Stampa E-mail
Venerdì 04 Aprile 2014 09:39

 

 

 

Fonte : Gazzetta Ufficiale n. 68 del 22 marzo 2014, Decreto Legislativo 4 marzo 2014, n. 39, recante Attuazione della Direttiva 2011/93/UE

 

 

Il Governo italiano, in attuazione della Legge di delegazione europea n. 96/2013, ha emanato il Decreto Legislativo 4 marzo 2014, n. 39, in ricezione della direttiva europea 2011/93/UE.

Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 22 marzo 2014, entrerà in vigore il giorno 6 aprile 2014.

Come anticipato in premessa, il D.Lgs n. 39/2014 contiene norme volte all’inasprimento delle sanzioni penali nei confronti dei soggetti che perpetuano reati contro i minori, nonché disposizioni di diretto interesse per i datori di lavoro che impiegano lavoratori in attività a contatto con i minori.

 

L’art. 2 del D.Lgs n. 39/2014 introduce l’art. 25bis al D.P.R. n. 313/2002, in virtù del quale i soggetti che intendano impiegare al lavoro una persona per lo svolgimento di attività professionali o attività di volontariato che comportino un contatto diretto e regolare con minori, (si ritiene che tra i soggetti tenuti all’obbligo in esame rientrino rapporti di collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto, rapporti di lavoro autonomo, lavoro accessorio, tirocinio, nonché i soggetti che impiegano persone per lo svolgimento di attività di volontariato a vario titolo - associazioni, centri culturali …) devono richiedere alla predetta persona la consegna del certificato penale del casellario giudiziale previsto dall’articolo 25 del D.P.R. n. 313/2002.

 

Tale obbligo è volto ad accertare l’esistenza, in capo ai soggetti da impiegare, di sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori ovvero di condanne per i seguenti reati previsti dal codice penale:

  • prostituzione minorile (art. 600‐bis);
  • pornografia minorile (art. 600‐ter);
  • detenzione di materiale pornografico (art. 600‐quater);
  • iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile (art. 600‐ quinquies);
  • adescamento di minori (art. 609‐undecies).

 

Il mancato adempimento di tale obbligo da parte del datore di lavoro interessato comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 15.000.