TFR IN BUSTA PAGA PDF Stampa E-mail
Martedì 24 Marzo 2015 09:39

 

Fonte : DPCM N. 29 DEL 20 febbraio 2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2015.

 

Il DPCM n. 29 del 20 febbraio 2015 recante le norme attuative per la liquidazione in busta paga della quota di TFR maturanda (c.d. Qu.I.R.) introdotta, in via sperimentale in relazione ai periodi di paga decorrenti dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018, dalla Legge di Stabilità 2015, entrerà in vigore il prossimo 3 aprile. A tale riguardo, il DPCM in parola fissa, in via generale, l’inizio della corresponsione della Qu.I.R. dal mese successivo a quello di presentazione dell’istanza. Posto che lo stesso DPCM fornisce anche il modello di istanza da utilizzare, i datori di lavoro saranno nelle condizioni di poter liquidare mensilmente il TFR in busta paga, ai lavoratori che ne faranno richiesta, a partire dalla busta paga di aprile.

Prima di approfondire i principali aspetti della materia alla luce delle indicazioni operative contenute nel DPCM n. 29/2015, preme ricordare che l’erogazione mensile della quota maturanda di TFR risulta essere una facoltà per il lavoratore, il quale è dunque libero di decidere in tal senso, mentre risulta essere un obbligo per il datore di lavoro nell’ipotesi in cui la predetta facoltà sia esercitata dal lavoratore.

Possono presentare richiesta di liquidazione mensile della Qu.I.R. i lavoratori dipendenti da datore di lavoro del settore privato, con rapporto di lavoro subordinato in essere da almeno 6 mesi.

La Qu.I.R. da liquidare, su espressa richiesta del lavoratore, è pari alla quota maturanda di TFR determinata sulla base delle disposizioni dell’articolo 2120 del Codice civile, al netto del contributo dello 0,50% Ivs ove dovuto. Preme evidenziare che la richiesta di liquidazione del Qu.I.R. può essere esercitata anche in caso di conferimento del TFR maturando alle forme pensionistiche complementari.

I lavoratori interessati sono tenuti a richiedere al datore di lavoro la liquidazione mensile della Qu.I.R. presentando apposita istanza debitamente compilata e validamente sottoscritta. A tal fine, andrà utilizzato il modello, allegato al DPCM n. 29/2015.

La QU.i.R. :

  • è assoggettata a tassazione ordinaria e concorre alla formazione del reddito complessivo per il calcolo delle addizionali e delle detrazioni d’imposta. Non concorre, invece, alla determinazione del reddito complessivo ai fini dell’attribuzione del bonus 80 euro;
  • non costituisce imponibile ai fini previdenziali.

Ai datori di lavoro che abbiano alle proprie dipendenzefino a 49 addetti, non tenuti al versamento del TFR al Fondo Tesoreria INPS, è riconosciuta lafacoltà di accedere ad una speciale forma di finanziamento per far fronte alla liquidazione mensile della Qu.I.R. ai lavoratori dipendenti che ne abbiano fatto richiesta. È, invece,preclusa tale facoltà per i datori di lavoro che superano tale limite dimensionale (più di 49 addetti) i quali già ora sono tenuti, comunque, al versamento del TFR al Fondo Tesoreria INPS ovvero ai Fondi pensione.

In relazione ai periodi di paga decorrenti dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018, ai datori di lavoro che liquidano la Qu.I.R., si applica l’esonero dal versamento del contributo al Fondo di Garanzia per il TFR (pari, per la generalità dei lavoratori, allo 0,20% ovvero allo 0,40% per i dirigenti industria) nella stessa percentuale di TFR maturando liquidato mensilmente.

Inoltre, in relazione ai medesimi periodi di paga, aidatori di lavoro che liquidano la Qu.I.R. utilizzando risorse proprie, senza, dunque, ricorrere al finanziamento si applicano le seguentiulteriori misure compensative:

  • deducibilità dal reddito di impresa del 4 o del 6%, rispettivamente, se l’impresa ha oltre 49 addetti ovvero non più di 49 (art. 10, comma 2, D.Lgs n. 252/2005),relativamente alle quote maturande di TFR corrisposte ai lavoratori che hanno richiesto la liquidazione della Qu.I.R.;
  • esonero (pari attualmente allo 0,28%) dal versamento dei contributi sociali dovuti alla gestione delle prestazioni temporanee (ANF, maternità, disoccupazione).