Bando ministeriale da 300 milioni per l’ innovazione tecnologica nelle PMI

 

 

 

Fonte : Decreto Ministeriale 20 Giugno 2013 - Bando intervento RS

 

Un bando ministeriale, che attiva il primo intervento del nuovo Fondo per la crescita sostenibile, assegnerà 300 milioni di euro alle PMI che investono in innovazione, ricerca e sviluppo. Si tratta di finanziamenti agevolati fino a otto anni che rientrano nella fase operativa prevista dal Decreto Sviluppo.

 

Il finanziamento, che promuove lo sviluppo di nuove tecnologie ed è rivolto a progetti di R&S (Ricerca e sviluppo) “di rilevanza strategica per il sistema produttivo e la competitività delle PMI”, prevede che il 60 per cento delle risorse (160 milioni) vadano a progetti proposti da microimprese, PMI e Reti di imprese, mentre il 25 per cento (40 milioni) alle micro e piccole imprese.

 

L’incentivo non è cumulabile con altre agevolazioni pubbliche concesse per le identiche spese.

 

I soggetti ammessi (indicati all’articolo 4 del bando), sono:

 

  • imprese che svolgono attività industriale per la produzione di beni o servizi;
  • Imprese di trasporto;
  • Imprese agroindustriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
  • Imprese artigiane di produzione di beni;
  • Centri di ricerca con personalità giuridica;
  • Organismi di ricerca, limitatamente ai progetti congiunti.

I progetti congiunti devono essere realizzati ricorrendo al “contratto di rete” o altre forme contrattuali di collaborazione, come ad esempio il consorzio e l’accordo di partenariato, strumenti che configurino insomma “una collaborazione effettiva, stabile e coerente rispetto all’articolazione delle attività, espressamente finalizzata alla realizzazione del progetto proposto”.

 

Le imprese aderenti devono inoltre avere stabile organizzazione in Italia, essere costituite e iscritte nel Registro Imprese, nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria e non sottoposte a procedure concorsuali, trovarsi in regime di contabilità ordinaria, non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea.

 

I progetti ammessi devono riguardare attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi oppure al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti tramite lo sviluppo di una serie di tecnologie (allegato al decreto): ICT, nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, fabbricazione e trasformazione avanzate, tecnologie spaziali, tecnologie volte a realizzare gli obiettivi sociali di Horizon 2020 (salute e benessere, alimentare, energia, trasporti intelligenti, green economy).

 

Il progetti devono durare non meno di 18 mesi e non più di 36 mesi (il Ministero può eventualmente concedere una proroga, fino a un massimo di 12 mesi, su richiesta motivata), i  costi compresi fra gli 800 mila euro e i 3 milioni di euro. Le spese ammissibili al finanziamento sono quelle per i dipendenti o collaboratori (escluso il personale amministrativo, contabile o commerciale), strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione limitatamente al periodo in cui sono utilizzati per il progetto, servizi di consulenza (ad esempio, per licenze e brevetti), spese generali imputate direttamente al progetto di ricerca (che non possono superare il 50 per cento delle spese per il personale), materiali utilizzati.

 

Il finanziamento agevolato concesso, non assistito da forme di garanzia, ha durata massima di 8 anni più un periodo di preammortamento di 3 anni (a cui l’impresa può rinunciare, in tutto o in parte). Il finanziamento è erogato in un massimo di 5 rate, in relazione agli stati di avanzamento del progetto (per un totale fino al 90 per cento del prestito), più l’ultima a saldo (pari almeno al 10 per cento). Il rimborso avviene attraverso un piano di ammortamento a rate semestrali fissate il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno.

 

La domanda di partecipazione deve contenere: scheda tecnica del soggetto proponente e piano di sviluppo del progetto, contratto di rete o di collaborazione fra diverse imprese o soggetti. I finanziamenti sono concessi fino a esaurimento delle risorse disponibili (300 milioni di euro). Domande e adempimenti tecnici vanno indirizzate al soggetto gestore, individuato dal Ministero attraverso apposita gara fra enti e società in possesso di una serie di requisiti.