RIFORMA DEL LAVORO : PRIMI CHIARIMENTI SUL LAVORO INTERMITTENTE

 

Il Ministero del Lavoro con circolare n.18/2012 ha fornito i primi chiarimenti alla Legge 28 giugno 2012 n. 92 meglio nota come Riforma del mercato del lavoro.

Per quanto riguarda il ricorso al lavoro intermittente (a chiamata) si segnala quanto segue :

 

REQUISITO SOGGETTIVO

   

  • "è sempre ammessa la sottoscrizione di un contratto di lavoro intermittente con soggetti con più di 55 anni di età e con soggetti con meno di 24 anni di età, fermo restando in tale caso che le prestazioni contrattuali devono essere svolte entro il 25° anno di età";

 

REQUISITO OGGETTIVO 

   

  • il Ministero conferma che, da una parte l'abrogazione dell'articolo 37 della legge Biagi hanno eliminato i periodi predeterminati individuati ex lege, ma dall'altra, la contrattazione collettiva potrà prevedere precisi periodi di tempo ricorrendo i quali sarà sempre consentita la stipula del contratto, che potranno essere anche analoghi a quelli previsti dall’abrogato articolo 37 del D.Lgs n. 276/2003 (fine settimana, vacanze estive, natalizie o pasquali);

In merito all’ultimo requisito oggettivo che demanda alla contrattazione collettiva l’individuazione delle attività/mansioni per le quali il ricorso al lavoro intermittente è lecito, il Ministero ricorda che, nelle more dell’intervento della contrattazione collettiva, le occupazioni individuate dal DM 23 ottobre 2004 (cioè le attività indicate nell’Allegato al RD n. 2657/1923), consentono la stipula del contatto di lavoro intermittente. A riguardo, inoltre, il Ministero conferma le indicazioni già fornite circa la corretta applicazione del RD n. 2657/1923. 

 

CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA

 

Un’importante precisazione il Ministero la fornisce in relazione all’articolo 1, comma 22 della Legge n. 92/2012, laddove è previsto che: 

“I contratti di lavoro intermittente già sottoscritti alla data di entrata in vigore della presente legge, che non siano compatibili con le disposizioni di cui al comma 21, cessano di produrre effetti decorsi dodici mesi dalla data dientrata in vigore della presente legge.”

 

OBBLIGO DI COMUNICAZIONE PRIMA DELL'INIZIO DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA

   

Il Ministero chiarisce che :

  • in attesa dell’emanazione di detto decreto, l’adempimento va comunque effettuato con gli strumenti ad oggi previsti (posta elettronica, anche non certificata e fax);
  • la comunicazione va fatta “senza particolari formalità”;
  • la comunicazione deve contenere i dati identificativi del lavoratore e “il giorno o i giorni in cui lo stesso è occupato nell’ambito di un periodo non superiore a 30 giorni dalla comunicazione stessa”;
  • non è necessario indicare l’orario che il lavoratore svolgerà nell’ambito della singola giornata lavorativa;
  • la comunicazione potrà riguardare anche più lavoratori;
  • la comunicazione potrà essere effettuata anche nello stesso giorno dell’inizio della prestazione lavorativa, “purché antecedentemente all’effettivo impiego”.

 

Il Ministero precisa che la comunicazione può essere modificata o annullata  in qualsiasi momento, mediante l’invio di una nuova comunicazione, che però va inviata sempre prima dell’inizio della prestazione. In merito, il Welfare precisa che in assenza di modifica o annullamento della comunicazione inoltrata,è da ritenersi comunque effettuata la prestazione  lavorativa per i giorni indicati, con le relative conseguenze di natura retributiva e contributiva.

 

Infine, il Ministero sollecita gli ispettori  “ alla massima prudenza e cautela nella identificazione dei fenomeni sanzionatori in quanto va comunque assicurata la semplificazione degli adempimenti comunicativi proprio in relazione alla specificità dell’istituto chenasce per far fronte a esigenze organizzative e produttive anche contingenti enon sempre preventivabili”.

 

 

19-07-2012    
       
   

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