VOUCHER PER MAMME LAVORATRICI

Il Ministero del Lavoro, nella Circolare n. 5 del 21 gennaio 2013, fornisce chiarimenti al proprio personale ispettivo in merito agli aspetti sanzionatori previsti in materia di apprendistato dall’articolo 7, commi 1 e 2, D.Lgs n. 167/2011. Al riguardo il Mistero ricorda che l’attività di vigilanza deve necessariamente diversificarsi in base alla tipologia di apprendistato (per la qualifica e il diploma professionale, professionalizzante o contratto di mestiere, di alta formazione e ricerca), anche alla luce dell’articolo 117 della Costituzione che prevede “… un riparto di competenze fra Stato e Regioni sensibilmente diverso quanto a profili formativi, il che determina una specifica responsabilità in ordine alla attivazione della stessa formazione.”   Gli aspetti sanzionatori più pesanti in materia di apprendistato riguardano le inadempienze nell’erogazione della formazione, infatti laddove il datore di lavoro sia esclusivo responsabile e l’inadempimento sia tale da impedire la realizzazione delle finalità contrattuali o il conseguimento del titolo di studio, l’articolo 7, comma 1, D.Lgs n. 167/2011 prevede (come già avveniva ai sensi dell’articolo 53, D.Lgs n. 276/2003) una sanzione è pari alla “… differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta, con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100 per cento, con esclusione di qualsiasi altra sanzione per omessa contribuzione”.   I predetti profili sanzionatori si realizzano in presenza del duplice requisito della esclusiva responsabilità del datore di lavoro e della gravità della violazione, tale da impedire il raggiungimento dell’obiettivo formativo.   Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere   In relazione al contratto di apprendistato professionalizzante le responsabilità legate al corretto adempimento degli obblighi formativi vanno inquadrate diversamente a seconda che si tratti di formazione trasversale o di formazione di tipo professionalizzante o di mestiere. Per quanto concerne la formazione trasversale, poiché quest’ultima è disciplinata e gestita dalle Regioni, è possibile precisare che: - laddove la Regione decida di rendere facoltativa tale formazione, in assenza della configurabilità di un vero e proprio obbligo, in caso di mancata formazione non è possibile l’adozione di un provvedimento di carattere sanzionatorio e quindi della disposizione; - laddove il contratto collettivo di riferimento scelga di rimettere al datore di lavoro l’obbligo di erogare anche la formazione trasversale, nelle more dell’intervento della Regione, non potrà non ravvisarsi un corrispondente “ampliamento” delle responsabilità datoriali e pertanto dei connessi poteri sanzionatori in capo al personale ispettivo. Quanto alla formazione di tipo professionalizzante o di mestiere è sufficiente ribadire quanto già chiarito con circ. n. 29/2011, secondo cui la responsabilità del datore di lavoro si potrà configurare nell’ipotesi in cui lo stesso non effettui la formazione interna in termini di “quantità”, contenuti e modalità previsti dal contratto collettivo e declinati nel piano formativo individuale.   Obblighi formativi e sanzioni   Nei casi in cui dell’inadempimento formativo sia esclusivamente responsabile il datore di lavoro, l’articolo 7, comma 1, D.Lgs n. 167/2011 prevede che l’inadempimento, qualora recuperabile, debba essere oggetto di disposizione, ai sensi dell’articolo 7, comma 1, D.Lgs n. 167/2011). Ovviamente perché ciò sia possibile è necessario che vi sia un ragionevole arco di tempo che consenta il recupero del debito formativo. Pertanto: in assenza di un periodo congruo il personale ispettivo applica la sanzione di cui all’articolo 7, comma 1 (esclusivamente nel caso in cui non sia possibile recuperare il debito formativo); in presenza di un periodo congruo il personale ispettivo applica la disposizione.   L’accertamento delle violazioni in argomento sono di esclusiva competenza del personale ispettivo del Ministero del Lavoro. Infatti, l’utilizzo della disposizione al fine di ripristinare il corretto svolgimento del rapporto è un potere assegnato ai soli ispettori del lavoro (articolo 10, D.P.R. n. 520/1955 e articolo 14, D.Lgs n. 124/2004). Diversamente è prevista esplicitamente una competenza anche del personale ispettivo degli Istituti con riferimento alle violazioni amministrative di cui all’articolo 7, comma 2, del D.Lgs. n. 167/2011.   Mancata formazione dell’apprendista   Per quanto riguarda l’individuazione delle sanzioni legate alla mancata formazione il Ministero chiarisce che per formazione si intende la c.d. formazione formale. In particolare la definizione di “apprendimento formale” è contenuta nell’articolo 4, comma 52, della L. n. 92/2012 e nel Decreto interministeriale 26 settembre 2012 di recepimento dell’accordo del 19 aprile 2012 sancito in sede di Conferenza permanente fra Stato, Regioni e P.A. di Trento e Bolzano . Il Decreto 16 settembre 2012 riporta la seguente definizione di apprendimento formale: “apprendimento erogato in un contesto organizzativo e strutturato appositamente progettato come tale, in termini di obiettivi di apprendimento e tempi o risorse per l’apprendimento. L’apprendimento formale èi ntenzionale dal punto di vista del discente. Di norma si conclude in una convalida e in una certificazione”.   Al fine di verificare la correttezza degli adempimenti in materia di formazione dell’apprendista il personale ispettivo è tenuto a verificare la quantità, i contenuti e le modalità della formazione formale così come disciplinata dalla contrattazione collettiva e inserita nel piano formativo individuale. In particolare la verifica consiste nel: controllo della documentazione che certifica la formazione svolta, l’acquisizione delle dichiarazioni dell’apprendista e di altri soggetti in grado di confermare l’effettività di tale formazione.   Per quanto attiene all’emanazione della disposizione la stessa è condizionata dalla possibilità di recuperare il debito formativo, al riguardo il Ministero osserva che ciò “appare proporzionalmente più difficile in relazione all’approssimarsi della scadenza del periodo formativo inizialmente individuato.”   In merito alle ipotesi in cui è possibile o meno emanare il provvedimento di disposizione il Ministero fornisce due tabelle, chiarendo che nei casi di più complessa valutazione (se applicare direttamente la sanzione o meno), diventa opportuno procedere, in ogni caso, all’emanazione della disposizione, al fine di consentire una possibilità di recupero del debito formativo, infatti, in assenza di tale recupero, sarà comunque applicabile: la sanzione di cui all’art. 7, comma 1, del D.Lgs n. 167/2011, nonché la sanzione amministrativa di cui all’art. 11 del D.P.R. n. 520/1955, che prevede, in caso di inottemperanza alla disposizione, la sanzione amministrativa, da euro 103,00 a euro 516,00.   In ogni caso la disposizione potrà/non potrà essere emanata nelle ipotesi che seguono:   Durata del periodo formativo pari a 3 anni Accertamento durante il primo anno di apprendistato Accertamento durante il secondo anno di apprendistato Accertamento durante il terzo anno di apprendistato La disposizione va sempre emanata La disposizione non è emanata in caso di formazione formale effettuata meno del 40% di quella prevista sommando le ore richieste nel PFI nel primo anno + la “quota parte” delle ore previste nel secondo anno La disposizione non è emanata in caso di formazione formale effettuata meno del 60% di quella prevista sommando le ore richieste nel PFI nel primo e nel secondo anno + la “quota parte” delle ore previste nel terzo anno     Durata del periodo formativo pari a 5 anni Accertamento durante il primo anno di apprendistato Accertamento durante il secondo anno di apprendistato Accertamento durante il terzo anno di apprendistato Accertamento durante il quarto anno di apprendistato Accertamento durante il quinto anno di apprendistato La disposizione va sempre emanata La disposizione non è emanata in caso di formazione formale effettuata meno del 40% di quella prevista sommando le ore richieste nel PFI nel primo anno + la “quota parte” delle ore previste nel secondo anno La disposizione non è emanata in caso di formazione formale effettuata meno del 50% di quella prevista sommando le ore richieste nel PFI nel primo e nel secondo anno + la “quota parte” delle ore previste nel terzo anno La disposizione non è emanata in caso di formazione formale effettuata meno del 60% di quella prevista sommando le ore richieste nel PFI nel primo, nel secondo e nel terzo anno + la “quota parte” delle ore previste nel quarto anno La disposizione non è emanata in caso di formazione formale effettuata meno del 70% di quella prevista sommando le ore richieste nel PFI nel primo, nel secondo, nel terzo e nel quarto anno + la “quota parte” delle ore previste nel quinto anno     Sanzioni amministrative   In caso di applicazione della sanzione di cui all’art. 7, comma 1, del D.Lgs. n. 167/2011 il personale ispettivo, oltre ad effettuare le relative comunicazioni all’Istituto, adotterà le consuete sanzioni amministrative legate al “disconoscimento” del rapporto di apprendistato ed alla sua riconduzione a quella che costituisce “la forma comune di rapporto di lavoro”. Va infatti precisato che, sebbene l’apprendistato rappresenti già un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, il suo “disconoscimento” determina importanti conseguenze quantomeno sotto il profilo del computo del lavoratore nell’ambito dell’organico aziendale. Pertanto, la violazione degli adempimenti amministrativi (quantomeno di quello relativo alla comunicazione al Centro per l’impiego e della consegna di una sua copia al lavoratore) non può non rilevare sotto il profilo sanzionatorio.     23-01-2013                                    _______________________________________________________  BROGLIASTUDIO COMMERCIALE LEGALETRIBUTARIO E DEL LAVOROViale dell'Industria, 23362014 - Corridonia (MC)    Silvio BrogliaConsulente del LavoroDelegato Fondazione Consulenti per il Lavoro n. MC01940FLConsulente Tecnico d'Ufficio - Tribunale di Macerata (n. 27)tel. +39 0733 283026fax +39 0733 283027cell. +39 347 5942260e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. 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