APPRENDISTATO : CHIARIMENTI MINISTERIALI

 

Fonti : Circolare del Ministero del Lavoro n. 35 del 29 agosto 2013;

Legge n. 99/2013, entrata in vigore il 23 agosto 2013, di conversione con modificazioni del DL n. 76/2013 (“Decreto Lavoro”);

Circolare del Ministero del Lavoro n. 5/2013.

 

Il Ministero del Lavoro, con la Circolare n. 35 del 29 agosto 2013, fornisce i primi chiarimenti operativi al personale ispettivo in merito alle novità introdotte dalla Legge n. 99/2013 di conversione in legge del DL “Lavoro”.

 

APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE

L’articolo 2, comma 2 della Legge n. 99/2013 nel tentativo di ridare slancio all’apprendistato professionalizzante demanda alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome il compito di adottare, entro il 30 settembre 2013, “linee guida volte a disciplinare il contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, anche in vista di una disciplinamaggiormente uniforme sull’intero territorio nazionale dell’offerta formativa pubblica di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167”.

L’articolo 4, comma 3 del D.Lgs n. 167/2011 prevede, ad integrazione della formazione tecnico/specialistica, la necessità di una formazione “trasversale” (relativa alle nozioni che qualsiasi lavoratore deve avere, indipendentemente dal settore di appartenenza) disciplinata dalle Regioni (sentite le parti sociali) pari a un monte complessivo non superiore a 120 ore nel triennio (c.d. “offerta formativa pubblica”).

Il DL “Lavoro” stabilisce che le linee guida possano prevedere, in deroga alle disposizioni di cui al D.Lgs n. 167/2011, che:

  • il piano formativo individuale sia obbligatorio esclusivamente in relazione alla formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche;
  • la registrazione della formazione e della qualifica professionale a fini contrattuali eventualmente acquisita dal lavoratore sia effettuata in un documento avente i contenuti minimi del modello di libretto formativo del cittadino di cui al DM 10 ottobre 2005;
  • in caso di imprese multi-localizzate, la formazione avvenga nel rispetto della disciplina della Regione ove l’impresa ha la propria sede legale.

 

A partire dal 1° ottobre 2013, in assenza dell’adozione delle linee guida, le predette deroghe troveranno diretta applicazione, limitatamente alle assunzioni con contratto di apprendistato professionalizzante.

 

PIANO FORMATIVO INDIVIDUALE

Il Piano Formativo Individuale (PFI) deve essere redatto in forma scritta entro 30 giorni dalla stipula del contratto. A seguito delle novità introdotte dal Decreto Lavoro la redazione dello stesso è obbligatoria limitatamente alla "formazione per l'acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche" e quindi alla formazione disciplinata dalla contrattazione collettiva. Il Piano Formativo costituisce il principale riferimento per valutare la correttezza degli adempimenti in capo al datore di lavoro ne consegue che il personale ispettivo focalizzerà in via prioritaria la propria attenzione sul rispetto del Piano, adottando eventuali provvedimenti dispositivi o sanzionatori esclusivamente in relazione ai suoi contenuti (circolare Ministero del Lavoro n. 5/2013).

 

LIBRETTO FORMATIVO

Per quanto concerne la registrazione della formazione, il relativo documento deve riportare i contenuti minimi già individuati con il D.M. 10 ottobre 2005 ossia quei contenuti che, nell'ambito del Libretto Formativo del Cittadino, fanno riferimento alle "Competenze acquisite in percorsi di apprendimento" (sezione 2) e alle "informazioni personali" del lavoratore. Resta salvo l'eventuale utilizzo della diversa modulistica adottata dal contratto collettivo applicato.

Tipologia

Descrizione

Contesto di acquisizione

(in quale

percorso/situazione sono

state sviluppate le competenze indicate)

Periodo di acquisizione

(anno/i in cui sono state

sviluppate le competenze indicate)

Tipo di evidenze

documentali a supporto

dell’avvenuta

acquisizione delle competenze descritte

 

 

 

 

 

 

TRASFORMAZIONE CONTRATTO DI APPRENDISTATO

Infine, il nuovo comma 2-bis dell'art. 3 del D.Lgs. n. 167/2011 in base al quale "successivamente al conseguimento della qualifica o diploma professionale, allo scopo di conseguire la qualifica professionale ai fini contrattuali, è possibile la trasformazione del contratto in apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere; in tal caso la durata massima complessiva dei due periodi di apprendistato non può eccedere quella individuata dalla contrattazione collettiva di cui al presente decreto legislativo", è applicabile ai contratti di apprendistato per la qualifica o diploma professionale in corso alla data di entrata in vigore del D.L. ed il cui periodo formativo non sia ancora scaduto ma solo nell'ipotesi in cui il contratto collettivo applicato abbia individuato "la durata massima complessiva dei due periodi di apprendistato".